12 Feb LA BELLEZZA DELLA PROPORZIONE AUREA
In geometria esistono delle serie di numeri particolari, il più noto è il Pi greco (π): 3,14159…, ovvero il rapporto tra la circonferenza e il suo diametro. Numero irrazionale che viene utilizzato non solo in campo geometrico ma anche nel calcolo delle probabilità (l’ago di Buffon). Meno noto è il Phi (Φ): 1,61803…serie di numeri ancora più misteriosa della precedente perché appare spessissimo in natura, come nell’armoniosa spirale delle conchiglie del Nautilus. Questo numero, noto fin dall’antichità è stato sempre associato all’oro: numero aureo, rapporto aureo, sezione aurea. Sembra che Euclide sia stato il primo a mettere in luce questo rapporto che sarebbe poi diventato il simbolo della bellezza, fungendo da base nelle proporzioni geometriche dei principali edifici delle antiche civiltà. Per questo motivo, il rapporto aureo non ha interessato solo i matematici, ma anche biologi, artisti, musicisti, psicologi e perfino i mistici, come scrive M. Livio nel suo La sezione aurea, storia di un mistero che dura da tremila anni.

Un’artista che ha dedicato le sue idee e energie alle applicazioni del rapporto aureo
è Cinzia Valente. Poco conosciuta al grande pubblico, fin dalla gioventù è rimasta incantata dal misterioso numero che l’ha spinta alla creazione di Progettazione Aurea, una tecnica dove l’ordine e l’armonia della Natura sono l’ispirazione a progetti, sia che si tratti di dipinti, oggetti, ma anche ambienti. Cinzia Valente è una persona poliedrica, ha studiato architettura, biologia, erboristeria, bioenergetica, mostrando sempre curiosità in vari campi connessi con il benessere delle persone, ma soprattutto credendo nella cooperazione. Il suo lavoro è trasformare gli ambienti con il rapporto aureo attraverso una minuziosa ricerca architettonica. È una scelta fatta per creare luoghi dove vivere, riscoprendo l’antica saggezza dei nostri predecessori. Cinzia è un’amante della bellezza, ma si occupa di molto altro. Dalla madre, la straordinaria ricercatrice Enza Ciccolo, ha appreso e sviluppato la scoperta delle Acque a Luce Bianca, ovvero acque sorgive di luoghi di culto mariani, come quelle di Lourdes o di Fatima, in cui il legame degli atomi di Ossigeno con quelli di Idrogeno forma un angolo diverso (108° rispetto ai 104° dell’acqua comune). Questa modifica atomica sembra essere la ragione degli effetti salutari di queste acque. Anche in campo artistico Cinzia è sempre alla ricerca di soluzioni elevanti ed evolutive. Crea mostre che sono dei percorsi immersivi che coinvolgono più sensi, per portare l’osservatore a compiere dei passi verso il centro di sé stesso, a riscoprire la sua parte divina. L’Arte ha per lei il compito di aumentare la Bellezza
Universale, di ricordare all’uomo di alzare la testa, raddrizzare le spalle perché è una parte d’infinito. È autrice di un testo molto interessante “Progettazione aurea, teoria e pratica della bellezza universale” Bruno Editore, nel quale divulga i suoi strumenti per creare secondo Natura.
Esiste una bellezza universale?
Cosa è ritenuto bello ai sensi e all’anima? Come lo misuriamo? La bellezza sicuramente passa attraverso la vista o gli altri organi di senso, ma deve coinvolgere un altro livello percettivo, più profondo e intenso. “Bello per l’anima” vuol dire che valica i nostri confini fisici facendoci risuonare con ciò che stiamo osservando, sentendo o toccando. Proviamo un coinvolgimento di tutto l’organismo,
simile a un innamoramento, un “aggancio” di una forza attrattiva.
La Bellezza Universale ci porta sulle sue note e ci accorda. Possiamo chiudere gli occhi o tapparci le orecchie, ma continueremo a vibrare su quella lunghezza d’onda. Per un po’. Il fenomeno di risonanza è possibile proprio perché la Bellezza
Universale, è costituita da quei rapporti fisici, matematici ed energetici, che ritroviamo in qualsiasi meravigliosa forma naturale vivente e anche in noi. Quindi si, per me esiste la Bellezza Universale ed è quella propria della Natura incontaminata, che siamo riusciti a tradurre graficamente grazie a Pi greco e Phi. Con questi due numeri irrazionali, ricorrenti nei rapporti di forma di qualsiasi organismo vivente, possiamo costruire ogni opera come farebbe la Natura riportando i suoi canoni logici, funzionali e anche estetici. Co-creando con Lei, le nostre forme risultano armoniose per chiunque le osservi; come uno splendido albero che, lasciandoci tutti incantati, conferma l’esistenza della Bellezza Universale.
Tecnologia e Natura sono incompatibili?
