ATTRAZIONE SANA E NATURALE

Se pensiamo alle costruzioni antiche ci vengono in mente delle strutture piene di fascino e armonia. Possiamo dire lo stesso degli edifici con cui ci confrontiamo oggi? Non direi, a parte qualche esemplare eccezione, che comunque resta a giudizio soggettivo. Perché? L’umanità d’improvviso ha smesso di avere buon gusto? Ci siamo così impoveriti, in mente e spirito, da non poter usufruire di professionisti illuminati? Abbiamo sicuramente avuto bisogno di costruire più in fretta ma c’è qualcosa che è cambiato in modo drastico dalla fine del 700 a metà dell’ottocento. Dal 1795 in Francia, via via in tutta Europa e in Italia intorno al 1861, si è adottato il sistema metrico decimale.

C’era bisogno di uniformare le unità di misura soprattutto per gli scambi commerciali, ma questo cosa ha comportato a livello delle nuove architetture? Il centimetro e il metro usano multipli e sottomultipli di 10. Ma queste proporzioni non fanno parte dello sviluppo naturale di ciò che appartiene al pianeta. Non esistono foglie con venature ogni centimetro e non esistono angoli retti. Prova a pensarci, non c’è nessun angolo a 90 gradi in Natura. Seguendo le linee della  nostra carta millimetrata, strumento principale del disegno tecnico moderno, non possiamo rappresentare nessuna forma organica.

La natura è molto meno rigida e contemporaneamente più armonica. Le sue proporzioni sono crescenti o decrescenti, mai costanti. Prova a immaginare un prato con tutti i fiori in fila alla stessa distanza; una piantina che germoglia con solo foglie a 90 gradi una dall’altra, la quarta toglierebbe luce alla prima.

Su cosa si basavano le costruzioni prima dell’introduzione del sistema metrico decimale? 

Sull’uomo! C’era il Cubito (egizio) che era la distanza tra il medio e il gomito;  c’era il Piede (greco), il Passo (romano). Tutte misure derivanti dall’uomo e dalle sue proporzioni (tutte auree naturalmente). Ogni costruzione era letteralmente  a “misura d’uomo” come un abito, più o meno sontuoso. 

Per questo restiamo sempre incantati quando ci troviamo dinnanzi ad un edificio aureo. Con “incantarsi” intendo proprio quel fenomeno in cui due lunghezze d’onda uguali si incontrano e creano risonanza. Una sorta di collegamento inconscio. La forma aurea ci attrae senza particolari spiegazioni. Siamo come diapason che vengono urtati dalla nota LA. Vibriamo senza saperlo e ci connettiamo con le forme organiche come in un ambiente naturale. 

Credo che questo spieghi anche il bisogno continuo di bellezza, questa tendenza a cercarla e riprodurla sempre. Inconsciamente più ci allontaniamo dal nostro stato di natura più abbiamo bisogno di trovare cose, oggetti, persone affascinanti, perché ci manca quella meraviglia innata che accorda i nostri strumenti.

Chiusi nelle nostre strutture a scatola, isolati completamente dalla natura, d’istinto ci proiettiamo verso la bellezza che possiamo concepire, spesso artificiale e superficiale. 

Dobbiamo riappropriarci del  nostro rapporto con la natura, che fatica altrimenti cercare di stare bene senza radici.

Il team di Progettazione Aurea, si  occupa di trasformare qualsiasi progetto in un insieme di forme organiche,  che si integrino con l’ambiente circostante e con le persone che ospiteranno. Lo scopo è quello di creare oggetti e ambienti in cui ci si possa vivere senza perdere il contatto con la nostra essenza. In una casa costruita in rapporto aureo e orientata nello spazio secondo  precise regole ambientali, possiamo ripristinare un rapporto continuo con la nostra natura e ritrovare quell’armonia  appagante a cui tanto aspiriamo.