IMPARIAMO DALLA NATURA

La progettazione aurea è un insieme di regole matematiche e proporzioni armoniche che ricalcano lo sviluppo fisico della vita su questo pianeta.

Ovviamente una margherita non nasce con progetto incluso che ne spieghi il disegno geometrico, quindi è stato necessario uno studio di anni per poter creare degli strumenti progettuali in grado di riprodurre buona parte di ciò che esiste in Natura. Per fortuna non siamo soli, prima di noi, nei secoli, molti si sono avventurati in osservazioni mistiche e matematiche del mondo che ci circonda e, un pezzetto ciascuno, hanno fornito dati fondamentali, per concretizzare questa disciplina.

Perché COPIARE DALLA NATURA?

Possiamo facilmente renderci conto che la Natura manifesta infiniti elementi vitali e varietà di materiali, non conosce sprechi, eccelle in risparmio energetico, fa’ del riciclo una risorsa fondamentale.

Un caleidoscopio di forme e colori illimitati, in cui ogni elemento è funzionale. Perfetto per quel frammento di spazio che occupa, organico o inorganico, indispensabile.

Con nessuna macchina siamo ancora riusciti a equiparare la perfezione del più semplice dei meccanismi che possiamo osservare in Natura. Oltre ad essersi sviluppata secondo le logiche evolutive che le hanno permesso di continuare a esistere, la Natura ci stupisce e ci sorprende con quanta grazia e bellezza ha compiuto il suo misterioso progetto evolutivo.

Ogni frammento che possiamo analizzare lo troveremo ingegnoso, a basso consumo, cooperativo, simbiotico, evolutivo e straordinariamente bello.

Il tema della bellezza è davvero ricorrente in Natura, come se l’armonia e l’estetica fossero elementi imprescindibili della Bio-Logica del mondo.

La maggior parte degli animali utilizza e occupa gli spazi presenti sul suo territorio senza necessità di intervenire. Altri costruiscono ma evidentemente orientati da quelle particolari leggi che permettono di continuare l’opera ingegneristica da sempre in atto sul pianeta. Capolavori architettonici come un nido di chiurlo, un alveare o la tela di un ragno ci sorprendono continuamente per la loro ingegnosa bellezza eppure sono tutti costruiti senza un progetto ne una misura, eppure rispettano perfettamente le proporzioni auree. Ma noi che ci riteniamo più intelligenti di qualsiasi altro animale, come mai non abbiamo più questo orientamento? Ci si è spento il radar? Ci siamo ritrovati in zone senza campo?

Tutti ad esempio abbiamo in mente la bellezza della conchiglia del Nautilus. il laborioso mollusco costruisce la sua casa una stanza alla volta, continuamente, durante tutta la sua vita. Crescendo cambia dimensioni e il nuovo spazio serve ad accogliere la sua forma più adulta. Quello precedente, non serve più e viene chiuso da una membrana di madreperla mentre quello successivo diventa la parte abitativa della conchiglia.

È stupefacente come ogni nuovo settore sia identico al successivo e al precedente, una precisa porzione di spirale. Di volta in volta aumentano le dimensioni ma la struttura resta identica. Questo fenomeno si conosce in geometria col nome di spirale logaritmica.

Quando il mollusco terminerà il suo ciclo vitale, la conchiglia sarà ancora perfetta e per qualche tempo resterà a disposizione di nuovi possibili occupanti. Se non verrà riutilizzata da un paguro di passaggio, o non finirà tra le mani di un collezionista, la conchiglia vuota, senza il peso dell’animale, si troverà in balia delle correnti e pian piano si romperà in frammenti sempre più piccoli, fino a tornare a essere sabbia del mare.

La casa che si costruiscono tutti i Nautilus è uno splendido esempio di costruzione 100% biologica, 100% riciclabile, 100% biodegradabile, 100% aurea.

Il più esperto costruttore di bioedilizia del pianeta è un invertebrato marino. E visto che sia lui che i suoi colleghi vegetali, nonostante la perfezione dei loro sviluppi aurei, non sono in grado di insegnarci se non mostrandosi e noi possiamo imparare solo osservando.