Ufficio Milano – “Infinito”
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Architetture, UfficiAbout This Project
Ufficio infinito
Nel marzo del 2024, un’importante azienda che si occupa di energia rinnovabile ci affida
l’incarico di progettare il suo nuovo ufficio in centro a Milano.
ESIGENZE DEL CLIENTE:
Passare da un ambiente suddiviso in stanze a uno open space, avere 40 postazioni di
lavoro uguali e accorpate in bench operative, avere tre sale riunioni (di cui due unibili per le
plenarie), un’area break, una reception con sala d’attesa e quattro phone booth (2 singoli e 2
doppi). Stile richiesto: internazionale, minimal e moderno
STATO DI FATTO:
L’immobile scelto presenta sfide architettoniche interessanti: una pianta rettangolare (40 x
14 m), con finestre continue sui lati lunghi, soffitti ribassati sull’asse centrale e due file di
colonne portanti, con passo costante ogni 4,5 m, poste a 1,4 m dal perimetro.
Il layout a struttura ortogonale, mostra che i mq sono sufficienti a soddisfare le esigenze ma,
sebbene funzioni razionalmente, evidenzia alcuni punti critici.
Un corridoio centrale, definito dal ribassamento del soffitto, di 118 mq, conduce a tutte le
aree laterali. Le colonne scandiscono lo spazio tra un tavolo operativo e l’altro che, per
simmetria, risultano di più del numero richiesto. L’area break è funzionale, la reception è
posizionata davanti agli ascensori, la sala d’attesa è minimal e discreta, le sale riunioni sono
adeguate; anche se una colonna diventa un ostacolo quando vengono unite per la plenaria.
Con la disposizione regolare degli arredi, abbiamo postazioni standard uguali per tutti (che
siano ingegneri o avvocati, avranno lo stesso spazio operativo), con uno schema che viene
spesso denominato “a batteria” proprio per la configurazione spaziale.
L’abbondante luce solare diretta, data dalle finestre continue in un piano alto, nella
disposizione tradizionale delle postazioni, va gestita con delle tende oscuranti per evitare
bagliori e riflessi sugli schermi – quando il sole è alle spalle – e l’abbagliamento luminoso –
quando è frontale-. Il rischio di questa soluzione progettuale è quello di generare una
chiusura quasi totale di visuale esterna e la conseguente perdita di contatto coi fenomeni
naturali, che può provocare quel fenomeno di alienazione tanto noto negli ambienti artificiali.
SOLUZIONI DI PROGETTO:
Abbiamo costruito una maglia aurea compatibile col perimetro dell’immobile, ed evidenziato
quelle curve in grado di inglobare la maggior parte delle colonne e creare una sala operativa
ellittica distaccata dai lati vetrati. Da qui hanno preso forma tutte le scelte progettuali. I
passaggi tra le aree sono stati pensati per essere facilmente accessibili, eliminando sprechi
di spazio in tragitti lunghi o sovradimensionati. I corridoi sono adiacenti alle finestre, così da
suddividere i percorsi e lasciare le vetrate a vista senza bisogno di oscuranti.
La disposizione centrale dell’area operativa, libera da raggi diretti del sole, offre una vista
panoramica su entrambi i lati vetrati, sfruttando al massimo la luce naturale e il dialogo con
l’esterno. Le postazioni di lavoro sono disposte in una forma a infinito, simboleggiano la
rinnovabilità delle energie naturali e offrono una suddivisione varia e funzionale alle diverse
aree tematiche. La scelta di tavoli ergonomici ha garantito postazioni più ampie e meglio
organizzate. Particolare attenzione è stata data alle viste da ogni postazione affinchè
ciascun lavoratore abbia, nel suo campo visivo, sia del verde vivo che una vista lontana (al
di fuori delle finestre).
Nei triangoli di risulta tra la forma ellittica dell’area operativa e quella rettangolare del
perimetro, sono stati sviluppati armadi capienti, phone booth, aggiunto spazio all’area break
e alle sale riunioni. I phone booth, progettati per ospitare almeno due persone, sono dotati
di finestre apribili, migliorando il comfort e la ventilazione. Grazie a un’attenta ottimizzazione
dello spazio, è stato possibile aggiungere una stanza dedicata ai dipendenti, completa di
armadietti e area relax, e incrementare la flessibilità generale del layout.
Le sale riunioni, disposte a semicerchio, evitano le colonne, guardano l’area operativa e
grazie a pareti mobili, offrono configurazioni versatili e cinque setting differenti per
rispondere a tutte le esigenza operative.
All’ingresso, una reception a spirale accoglie i visitatori e li guida verso un salottino d’attesa
proseguendo poi verso il centro dell’ufficio. La receptionist ha uno sguardo a 180 gradi che
le consente sia di tenere sotto controllo l’ingresso che di godere di un panorama vario, dal
verde vivo alla vista lontana oltre le finestre. Grazie all’apporto di luce naturale in questa
zona è necessario un impiego minimo di illuminazione artificiale.
Il verde vivo, disposto in giardini verticali e orizzontali, non solo incide positivamente
sull’acustica dello spazio ma contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, rendendo
l’ambiente più sano e gradevole.
Sul piano estetico, ogni elemento del progetto è concepito per creare un’armonia visiva
unica. Le curve morbide e le linee naturali creano un ambiente organico e accogliente,
mentre la forma a infinito delle postazioni di lavoro conferisce un’identità simbolica e
distintiva all’ufficio, in linea col concept aziendale.
CONCLUSIONI:
Il benessere dei lavoratori è stato posto al centro della progettazione in ogni scelta. Le forme
dinamiche degli arredi contribuiscono a ridurre i livelli di stress percettivo e fisiologico,
favorendo la concentrazione e la creatività. La luce naturale diffusa migliora il ritmo
circadiano e l’umore, mentre il verde vivo ha un impatto positivo sull’atteggiamento e sulla
felicità generale. La disposizione fluida degli spazi incoraggia il movimento naturale,
stimolando una percezione positiva dello spazio e aumentando la sensazione di comfort.
Questo progetto rappresenta un manifesto della Progettazione Aurea, dimostrando come sia
possibile e conveniente fondere bellezza, funzionalità e benessere per trasformare qualsiasi
spazio artificiale in uno più sano e naturale.
La Progettazione Aurea non è solo un ideale estetico: è una metodologia che risponde alle
sfide del nostro tempo, creando spazi sostenibili e biomorfici, è un invito a riflettere su come
vogliamo vivere e di conseguenza come progettare il futuro.
